Vagine all’uncinetto.

Devo dire la mia sulla vagina, avendone una. “In quei giorni”, piuttosto che farci fare la ruota (notare l’uso corretto del “piuttosto che”…), il bungee-jumping, il rafting nel Grand Canyon, farcela cantare in un piano bar sotto sembianze di una pesca, una conchiglia, un origami, addirittura cucita all’uncinetto, regalateci gli assorbenti e cancellate il libero mercato su questo bene. Prendiamo esempio dalla Scozia. Il rispetto e la celebrazione della vulva non passa dal mostrare un trasgressivo assorbente macchiato di rosso, né nello sdoganarla dedicandole un musical o una giornata mondiale.

Di coglioni è pieno il mondo, questo si sa, e purtroppo la pandemia li ha evidenziati come lo Stabilo Boss giallo fluo ma, almeno per ora, non mi risulta che ci siano negazionisti del ciclo mestruale.

Durante il lockdown mi sono trovata a dover fare rifornimento del suddetto bene (non sapendo quanto sarebbe durata l’emergenza), e ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima: i conti. Se davvero qualcuno pensasse che vivalavulva, come inneggia il famoso spot, allora, un assorbente che non mi faccia diventare la vagina come il wet market di Wuhan, non mi costerebbe 4,99 euro e con l’IVA al 22%.
Ci sono anche quelli a un euro, dite. Ok. Ma se non voglio (e non voglio) gettare la mia vagina nell’umido insieme agli scarti del minestrone o della zuppa di pesce, per comprarmi qualcosa che vada a preservare la cosa più preziosa del mio corpo, sono costretta a pagarla di più.
Per darvi un’idea, indossare un assorbente scadente è come se avvolgeste il vostro pene nella carta stagnola sotto il costumino 100% acrilico il 12 luglio in spiaggia, senza ombrellone e con il divieto di balneazione.
Pensate sia divertente? Provate. Non l’abbiamo chiesto noi di avere sbalzi ormonali 10 giorni al mese, i brufoli, gli spasmi al basso ventre, le gambe gonfie come un’ elefantessa del Circo Orfei. Anche chi ha bisogno di pannolini per i più vari usi, tipo l’incontinenza, pensate si diverta a bardarsi là sotto e a dover pagare un prezzo esorbitante per non emanare odori da fogna di Calcutta a fine giornata? Eppure, negli spot partoriti da fior fior di strapagati creativi, viene fuori che il problema è se riuscire o no a mettersi la gonna attillata. Un pò come se, in piena pandemia, il dibattito fosse se aprire o no le piste da sci a Natale (ah, sta succedendo?).

Voi non amate la vagina. Perché se la amaste, capireste che il “segreto” di ognuna di noi è anche la vostra più grande fortuna. Ciononostante, volete indurci ad una menopausa precoce, a desiderarla, a bramarla con tutte le nostre forze per porre fine all’eterno dilemma “con ali o senza ali?”, distesi o ripiegati, anatomico o superlungo, con micro o macrofori, in cotone, traspirante, flusso normale, medio, abbondante.
Dovrebbe essere una battaglia comune per l’origine del mondo. Uomini e donne insieme. Permetteteci, senza distinzioni di classe, di mettere sulle nostre mutande qualcosa che si avvicini più a una soffice torta paradiso che all’odore del napalm al mattino (cit. Colonnello Bill Kilgore).
I vostri figli, nipoti, amici, cugini parenti stretti e congiunti vari, sono nati grazie a questo meraviglioso mistero che è all’origine della specie umana. Quindi no, le nostre vagine non sono all’uncinetto e se noi non avessimo le nostre cose, voi non avreste le vostre.